Dalle stalle alle stelle: i francobolli pubblicitari in Italia

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Cosa sono i francobolli pubblicitari?

I francobolli pubblicitari sono particolari emissioni caratterizzate da un’inserzione pubblicitaria (autorizzata e stampata dall’amministrazione emittente o da concessionari) posta su un’appendice attaccata al francobollo vero e proprio come margine, sul retro o su bandelle.

Realizzati per la prima volta nel 1893 in Nuova Zelanda, furono introdotti in Italia, durante il Regno di Vittorio Emanuele III con il Regio Decreto n. 356 del 08/02/1923; secondo tale decreto tra la parte pubblicitaria e il francobollo era necessario apporre la dentellatura che ne permettesse il distacco prima dell’utilizzo, così come previsto dalla legge internazionale dell’UPU (Unione Postale Universale) di cui facevano parte le Regie Poste Italiane.

Questa condizione non venne rispettata.

Quando le Regie Poste inviarono all’UPU gli esemplari di Francobolli Pubblicitari per ricevere l’approvazione per l’uso internazionale dei valori, si videro negata l’autorizzazione proprio per l’assenza della dentellatura divisoria.

I Francobolli Pubblicitari furono posti in vendita tra il 1924 e il 1925 nelle regioni selezionate dalle ditte inserzionistiche, che pagavano 5 lire per 1.000 esemplari per un quantitativo minimo di 100.000 valori.

Fin dalla loro emissione i Francobolli Pubblicitari non furono mai apprezzati dal grande pubblico che non accettava che un organo rappresentativo della nazione come le Regie Poste potesse associarsi alla vendita di spazi pubblicitari, senza considerare l’involontario sarcasmo che poteva suscitare l’accostamento di determinati slogan all’effige del re.

A seguito del forte dissenso manifestato dal pubblico e dalla stampa, fu dunque interrotta la distribuzione dei Francobolli Pubblicitari e nel maggio del 1925 venne vietata ogni tipo di pubblicità sulle carte-valori postali.

Benché fuori corso dal 27 agosto 1925, tali francobolli vennero utilizzati anche in seguito, ma senza vignetta pubblicitaria.

Il francobollo per spedizione “espresso” (con inserzione pubblicitaria dei Baci Perugina) non venne addirittura emesso, ma fin dal 1925 fu venduto a scopo collezionistico e finì per essere utilizzato anche per alcune spedizioni. Del francobollo 20 Centesimi “Columbia”, invece, si ebbe notizia solo nel 1944.

Dall’essere bistrattati dal pubblico e snobbati dai collezionisti, i Francobolli Pubblicitari cominciarono ad essere ricercati già nel periodo successivo al loro ritiro ufficiale dal mercato, fino a divenire, in poco tempo, vere e proprie rarità. Oggi i Francobolli Pubblicitari rappresentano un’ambita serie per raccolte di valore. Il loro fascino risiede nella particolare storia che li contraddistingue da qualsiasi altra emissione e nella splendida grafica delle appendici pubblicitarie che descrivono a pieno un particolare momento storico (il primo dopoguerra) in cui l’industria italiana ripartiva con rinnovato vigore e la pubblicità era uno strumento in rapida espansione per la promozione dei nuovi prodotti.

Molto interessanti sono le osservazioni relative ai Francobolli Pubblicitari del giornalista Giannino Grignola che in quel tempo teneva una rubrica specializzata di Filatelia sul quotidiano “L’Ambrosiano”.

In un primo momento scrisse:

In questi giorni hanno cominciato a circolare i primi francobolli con la réclame. Abbiamo visto quelli da cent.50 violetto provenienti da Torino. Il francobollo del solito formato, ha attaccato in basso e senza perforazione un talloncino dello stesso formato del francobollo che porta impressa in rosso la réclame di una ditta di grammofoni. Ci asteniamo dai commenti sulla convenienza dell’adozione di un simile sistema per far quattrini; ci auguriamo che ben poche siano le ditte che abbiano a ricorrere ad un tale sistema di pubblicità, per modo che al più presto abbia a morire di consunzione naturale”.

Dopo qualche tempo, nel giugno del 1925, descrisse la mutata situazione:

Dopo tutte le polemiche, le proteste, le lamentele lanciate contro i francobolli con la coda, dobbiamo ora notare un fatto opposto”, annotò. “Mentre prima la maggioranza dei collezionisti era accanita a sollevare le proprie proteste contro gli orrori antiestetici di questi francobolli e ne reclamava a tutta forza la soppressione, ora che lo Stato si è deciso di assecondare questo giusto risentimento del pubblico, cerca con ingorda avidità tali esemplari”. 

Concluse inoltre affermando che “i prezzi hanno raggiunto una altezza tale da strabiliare anche i più scettici”.

Quali erano i marchi presenti nei francobolli pubblicitari?

In Italia i francobolli pubblicitari costituivano una serie di 21 valori.

I brand presenti nelle appendici erano: 

  • Bitter Campari
  • Columbia
  • Cordial Campari
  • Abrador
  • Coen
  • Piperno
  • Reinach
  • Tagliacozzo
  • De Montel
  • Siero Casali
  • Singer
  • Tantal
  • Perugina

I SAGGI

Esistono tra i Francobolli Pubblicitari alcuni esemplari soprastampati con la dicitura “SAGGIO” che furono utilizzati nella fase di promozione presso i clienti.